MOLE-CUP

Psicodramma nell’ultima giornata dei quarti di finale: Volta e Cattaneo eliminate ai rigori.

I gialloneri la riagguantano nel finale, ma dagli 11 metri passa il Desa; De Fazio mette la firma sulla qualificazione del Gobe.

D. Dessi, A. Roggero15 maggio 2026
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Psicodramma nell’ultima giornata dei quarti di finale: Volta e Cattaneo eliminate ai rigori.

L’anno scorso ci avevano pensato Santorre e Valsalice, quest’anno è toccato a Des Ambrois e Gobetti, ma la sostanza non cambia: Volta e Cattaneo sono ufficialmente fuori dal torneo. Sempre ai quarti di finale, sempre dagli 11 metri, le ultime storiche corazzate rimaste ancora in gara vengono sbattute fuori da due delle tante outsider che si sono prese la scena: Des Ambrois e Gobetti.

Volta-Des Ambrois

Come da programma, la partita si accende fin dai primi minuti: dopo un inizio con qualche errore di misura, le squadre iniziano a prendere confidenza sul terreno di gioco e a collocarsi meglio in campo. L’alta velocità del gioco, però, non si tramuta mai in occasioni da gol, se non qualche tiro impreciso dalla distanza. Solo a 5’ dalla fine del primo tempo, si segnala l’unica vera emozione: Melloni riceve spalle alla porta, calcola il rimbalzo e si coordina alla perfezione in mezza rovesciata, ma la palla viene messa in corner.
Nella ripresa si sale sia di intensità che di agonismo, con il Volta che recrimina un mancato penalty su Melloni e l’arbitro si vede costretto a dover estrarre più volte i cartellini. Nervosismo a parte, il Desa spazza via ogni dubbio e al 4’ di gioco la sblocca da calcio d’angolo grazie al colpo di testa di Sapienza, lasciato libero dalla difesa giallonera. La rete subita scuote un po’ gli equilibri della squadra torinese, ma la retroguardia del Des Ambrois si piazza sempre molto bene, provando talvolta a ripartire in contropiede. Proprio nel finale, infatti, i giallorossi vanno vicino al gol del raddoppio, quando Molon sfrutta un’incomprensione difensiva avversaria e si invola verso la porta, ma una volta arrivato in area, chiude troppo il destro e la palla termina fuori. Nei minuti finali é puro assedio da parte del Volta, che proprio al 4’ minuto di recupero, su uno dei tanti campanili lanciati in mezzo, riesce a trovare il pareggio. Regano fa da torre per l’inserimento di Melloni, il bomber giallonero anticipa tutti e la insacca di testa, portando, così, la gara ai rigori. Dagli 11 metri la squadra di provincia non ne sbaglia neanche uno: Maffei, Pedrazzi e Mandrini gonfiano la rete, mentre il Volta sbaglia i primi due. La formazione di provincia si affida a Montabone per il rigore decisivo, il quale segue la striscia positiva dei suoi compagni e la insacca dove Villasco non può arrivare. La cenerentola delle valli é in semifinale, la favola più bella del torneo continua.

Top 3

Volta

  • Ariet: Capitano e punto fermo della formazione giallonera. Sempre pronto a smarcarsi per farsi dare palla e attento nel chiudere le incursioni avversarie.
  • Melloni: Nei momenti decisivi si sa prendere la squadra sulle spalle: davanti é il riferimento principale, capace di risolvere la gara quando le cose non vanno bene.
  • Crepaldi: Con personalità sulla fascia sinistra tenta sempre il dribbling per creare superiorità e collabora bene coi compagni di reparto.

Des Ambrois

  • Sapienza: Ottima prestazione in fase difensiva, ma fa impazzire di gioia la sua squadra quando ad inizio ripresa trova il guizzo giusto per portare in vantaggio i suoi.
  • Montabone: prestazione magistrale per il numero 4: ricopre entrambe le fasi alla perfezione e mette il punto esclamativa segnando il rigore decisivo.
  • Scotto: Il solito leader del reparto difensivo del Desa non lascia passare niente dietro: marca sempre stretto Melloni e vince ogni duello aereo.

Cattaneo-Gobetti

Nel quarto di finale più atteso l’atmosfera è incandescente, con le curve numerosissime a fare da cornice ad una partita che si prospetta molto interessante. Parte decisamente meglio il Catta, che nei primi 5’ di gioco registra già tre conclusioni verso la porta. Intorno al 15’ anche il Gobetti si fa vedere dalle parti della teriguardua neroverde, quando Sciavello tira da posizione ravvicinata ma la palla viene prontamente deviata da un difensore. Negli ultimi minuti del primo parziale le due squadre sfiorano il vantaggio nella stessa azione. Il Catta prende una traversa con Chiantia e, poco dopo, sulla ripartenza bianconera viene fischiata una punizione a due nell’area del Cattaneo, ma la barriera neroverde neutralizza la minaccia. \ Ad inizio ripresa parte più forte il Gobe, che si vede annullare un gol dopo 3 giri d’orologio. La partita, però, prosegue in modo equilibrato, dove le due rivali abbassano un po’ il ritmo e iniziano a far entrare i rinforzi. Dei subentrati, si contraddistingue più di tutti Pietro Prochet, sponda neroverde, eroe di assoluto che aveva siglato una doppietta nel turno precedente. Dal suo ingresso, infatti, il 18 del Catta sfiora la rete in due occasioni. Nel finale il Gobe sembra non averne più e i neroverdi ne approfittano, spinti anche dalla voce della curva, ma le occasioni più pericolose arrivano solo da palla inattiva. Al triplice fischio, quindi, la gara si conclude a reti bianche e si decide tutto dagli . La lotteria dei rigori va ad oltranza, segnano tutti i primi cinque, ma al sesto Cappello si fa ipnotizzare da De Fazio, che mette letteralmente mani e piedi sulla qualificazione del Gobetti. Gran prestazione dei bianconeri, i quali anche se partiti da sfavoriti, sono riusciti ad eliminare la storica corazzata, adesso in semifinale li aspetta lo Juvarra.

Top 3

Gobetti

  • Mennuti: Il numero 10 bianconero fa vedere sempre la sua qualità in mezzo al campo, dove riesce ad uscire in situazioni complicate grazie alle sue giocate.
  • Baumgartner: Attaccante e numero 9 “di razza”. Non sempre gli arrivano palloni semplici ma lui li gestisce bene e tiene alta la squadra.
  • De Fazio: Durante la partita compie ottime parate, ma dá il meglio di sé parando il rigore decisivo che porta i suoi in semifinale.

Cattaneo

  • Cappello: gioca la sua prima partita da titolare in mole nella gara più difficile di tutte e parte come se fosse praticamente un veterano con chiusure e giocate di livello.
  • Damici: Il 27 neroverde è ovunque: dietro non si fa mai sorpassare e anche quando è in ritardo compie ottimi interventi in scivolata, dá anche supporto al reparto offensivo.
  • De rosa: Per 50 minuti marca stretto Baumgartner rendendogli la partita davvero complicata, sempre pulito e freddo con la palla tra i piedi anche in situazioni di difficoltà.